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Gay in divisa anti-omofobia – Leggere-Vedere
Settembre 23, 2008, 12:28 pm
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A Roma due giovani turisti che si tenevano per mano sono stati aggrediti da un gruppo di ragazzi omofobici: come si fa ad allertare le forze dell’ordine sulla probabilità dell’agguato anti-gay ? Una vasta conoscenza sui crimini di odio da mettere a disposizione per addestrare poliziotti, vigili e carabinieri la offre Polis Aperta, l’associazione che riunisce militari e civili, nata nel 2005 e capitanata da Nicola Cicchitti, gay e finanziere. Presidente di Polis da maggio, Cicchitti non ha dubbi: «Se facessi corsi di formazione direi ai colleghi: una coppia di omosessuali che cammina di notte per strada è già di per sé esposta alla derisione. Se viene intercettata da un gruppo di ragazzi che giocano a esaltarsi tra loro, a provocare i compagni a chi la spara o la fa più grossa, il passo dalla battutaccia allo spintone, dallo scherno all’aggressione, è breve». Fantapolizia? No, è quello che avviene già in Spagna, dove l’associazione «Gay les pol» in due anni ha messo a punto una campagna anti-discriminazione per il personale della polizia e un’altra contro i crimini di odio (hate-crimes). Attenzione, dice Cicchitti, «non siamo sceriffi, né pensiamo di fare clamorose azioni di piazza. Vogliamo formare, riversare sui corpi delle forze dell’ordine le nostre conoscenze di gay e lesbiche in divisa». Ancora: a volte le vittime di aggressione omofobica non espongono denuncia perché temono di essere prese in giro anche dai graduati a cui si rivolgono o perché non vogliono che i parenti vengano a sapere del loro orientamento sessuale.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79144